Birra doppio malto prodotta con impianto manuale a fuoco diretto, non pastorizzata e rifermentata in bottiglia con metodo ” speisen “.
Birra Doppio Malto Artigianale – Complessità di malto, anima di fuoco
Lasciati conquistare da una birra dal carattere deciso e dalla lavorazione autentica. Questa birra doppio malto nasce da un processo completamente artigianale, realizzato su impianto manuale a fuoco diretto, dove ogni passaggio è seguito con cura e passione. Non pastorizzata e rifermentata in bottiglia con il metodo tradizionale “Speisen”, conserva tutta la vitalità del lievito e continua a maturare naturalmente nel tempo.
La sua unicità risiede nell’assemblaggio di ben sette tipologie di malto d’orzo, selezionati per creare una miscela equilibrata ma ricca di sfumature. Al naso e al palato, emergono note tostate, caramellate, biscotto e leggere tostature di caffè e frutta secca, che si fondono in un corpo pieno e avvolgente.
Con i suoi 7% vol di alcol, è una birra strutturata ma armoniosa, pensata per chi cerca profondità, autenticità e un profilo gustativo complesso.
Temperatura di servizio consigliata: tra i 7°C e i 10°C, per apprezzare al meglio l’evoluzione aromatica e la morbidezza al palato. Perfetta in abbinamento con: carni rosse, arrosti, selvaggina, formaggi stagionati o dessert al
cioccolato fondente.
La leggenda di Aci e Galatea
Galatea era una bellissima ninfa del mare, una delle Nereidi, figlia del dio Nereo. Viveva tra le onde cristalline del Mediterraneo, ma il suo cuore batteva per un giovane mortale: Aci, un pastore siciliano, bello, gentile e innamorato della natura. Il loro amore era puro e reciproco, vissuto tra i pascoli verdi ai piedi dell’Etna e le rive luminose del mare. Ma non tutti vedevano quel legame con favore. Il ciclope Polifemo, creatura gigantesca e violenta, si era innamorato perdutamente di Galatea. Accecato dalla gelosia, non sopportava che la ninfa preferisse un semplice mortale a lui. Un giorno, sorpresi insieme, Polifemo, folle di rabbia, sollevò un enorme masso e lo scagliò contro Aci, uccidendolo sul colpo. Devastata dal dolore, Galatea pianse a lungo, finché, mossi a pietà, gli dei trasformarono il corpo di Aci in un fiume: il fiume Acis, che nasce ai piedi dell’Etna e scorre fino al mare, unendo per sempre i due amanti. Da allora, le acque del fiume rappresentano il cuore di Aci, che continua a scorrere verso Galatea nel mare, eternamente innamorato.
Questa leggenda non è solo una storia d’amore, ma anche un modo poetico con cui gli antichi spiegavano la nascita del fiume Acis e celebravano la bellezza selvaggia della Sicilia. Ancora oggi, in molti luoghi della zona — come Aci Trezza, Aci Castello o Acireale — si conservano tracce di questo mito, che continua ad affascinare chi ama la mitologia, la natura e le storie senza tempo.
6,00 €